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Tara Bianca

Già Drolkar Sabsel Thekchok Ling - Centro FPMT per l’insegnamento, lo studio e la pratica del buddhismo tibetano.
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Via Bernardo Castello, 3/9 - 16121 Genova

Centro FPMT per l’insegnamento, lo studio e la pratica del buddhismo tibetano.

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Statuto Associazione

Tara Bianca / Statuto Associazione

STATUTO

ART. 1
(Denominazione, sede e durata)

È costituita, ai sensi del Codice civile e del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117, di seguito denominato “Codice del Terzo settore”, una associazione di promozione sociale denominata “Tara Bianca Associazione di Promozione sociale”, già denominata “Associazione di Promozione Sociale Sabsel Thekchok Ling”, per brevità “Tara Bianca APS”, di seguito denominata “associazione”, con sede legale nel Comune di Genova e la cui durata è illimitata. L’acronimo APS potrà essere utilizzato una volta perfezionata l’iscrizione nell’esistente Registro regionale o, successivamente, al costituendo Registro Unico Nazionale del Terzo Settore; perfezionata tale ultima iscrizione, se ritenuto opportuno, si potrà utilizzare anche l’acronimo ETS.

 

ART. 2
(Scopo sociale, finalità e attività)

L’associazione non ha scopo di lucro sia diretto che indiretto, e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, mediante lo svolgimento in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi di una o più delle attività di interesse generale di cui all’art 5 del Dlgs 117/2017.

L’associazione ha per oggetto:

  • l’organizzazione e la gestione di attività culturali, ricreative, di particolare interesse sociale, incluse attività anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica delle stesse e di altre attività di interesse generale di cui all’art. 5 del D.Lgs 117/2017
  • Organizzazione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso
  • Beneficienza, sostegno a distanza, cessione gratuita di alimenti o di prodotti di cui alla L. 19/8/2016 n° 166 e successive modificazioni, o erogazione di denaro, di beni o di servizi a sostegno di persone svantaggiate, di attività di interesse generale di cui all’art. 5 del D.Lgs 117/2017

In particolare l’associazione ha lo scopo di consentire, a chiunque lo desideri, l’accesso agli insegnamenti, allo studio e alla pratica del Buddhismo Mahayana, come esso è tramandato nella tradizione tibetana, attraverso gli insegnamenti di Maestri, di insegnanti ordinati e di laici della comunità dei praticanti (il “Sangha”). e attraverso il dibattito interdisciplinare di studiosi interessati all’interazione delle scienze e delle arti con la dottrina buddhista (il “Dharma”).  L’Associazione nasce dall’impegno di un gruppo composto da praticanti del buddhismo tibetano e da non buddhisti accomunati dalla convinzione che il Dharma, l’insegnamento del Buddha, rappresenti un sentiero di evoluzione e di pratica spirituale profondo ed attuale per chiunque, di qualsiasi credo religioso e posizione filosofica.

Suo riferimento di azione è l’etica buddhista, ispirata ai criteri di compassione e di impegno attivo per la felicità di ogni essere vivente, così come è esposta nei testi della tradizione Mahayana.  La costituzione del centro Tara Bianca è stata ispirata da LAMA THUBTEN YESCE e da LAMA THUBTEN ZOPA RINPOCHE. S.S. il XIV° DALAI LAMA, Premio Nobel per la Pace nel 1989, rappresenta la principale fonte di ispirazione del FPMT e per l’Associazione. Sua Santità è oggetto di rifugio e l’origine della felicità di tutti gli esseri senzienti. Essere quindi al servizio di Sua Santità è una delle attività principali di questa Associazione.  L’Associazione riconosce Lama Thubten Zopa Rinpoche o il successore da lui designato come Guida spirituale del Centro. In mancanza di designazione o di rifiuto del designato, l’Associazione farà riferimento alle indicazioni di S.S. il Dalai Lama del Tibet o del suo successore. L’Associazione ripudia e non partecipa alla pratica di Shugden. Cambiamenti alla guida spirituale dell’Associazione, affiliazioni o associazioni a organizzazioni nazionali o internazionali aventi finalità simili o complementari, saranno proposti dal Consiglio Direttivo all’Assemblea dei Soci, che delibererà in materia con le modalità indicate dall’art.7. Nelle sue attività l’Associazione si ispirerà a criteri di responsabilità e sostenibilità sociale ed ambientale, adottando misure a basso o nullo impatto ambientale, utilizzando prodotti fabbricati in maniera socialmente responsabile ed ecologicamente sostenibile, impegnandosi in attività che migliorino la qualità della vita, soprattutto delle fasce più deboli, e che favoriscano la riduzione dell’inquinamento in ogni forma.

Il proposito dell’Associazione è quello di consentire, a chiunque lo desideri l’accesso all’ascolto, allo studio e alla pratica della dottrina buddhista. Le diverse attività che l’Associazione potrà esercitare rappresentano diversi modi di presentare la dottrina del buddhismo Mahayana in modo da poter soddisfare le differenti predisposizioni ed esigenze di chi si accosta al buddhismo.  Attività di insegnamento, studio ed editoria, funzioni e cerimonie religiose, impegno assistenziale e di supporto all’individuo potranno soddisfare coloro che praticano la dottrina o si accostano ad essa per la prima volta spinti da interessi filosofici e scientifici, religiosi o di natura sociale. Per la realizzazione degli scopi del presente Statuto l’Associazione potrà quindi promuovere attività di:

  • Insegnamento della dottrina e della letteratura buddhista affidandosi a Maestri ed insegnanti qualificati appartenenti al Sangha (la comunità dei praticanti), ordinato o laico.
  • Conferenze, incontri culturali, manifestazioni artistiche. proiezione di film e attività didattiche in genere, affidate a relatori ed organizzatori qualificati, con il compito di illustrare aspetti della filosofia, della letteratura e dell’arte buddhista, favorendo il confronto e il dibattito interdisciplinare con le scienze e con le arti.
  • Funzioni ed attività religiose all’interno della tradizione del buddhismo tibetano, per soddisfare le esigenze dei praticanti e di quanti desiderino parteciparvi.
  • Eventi di natura culturale e ricreativa, allo scopo di presentare aspetti della cultura popolare e materiale, folcloristici e sociali della tradizione buddhista tibetana.
  • Editoria, attraverso la pubblicazione degli insegnamenti, di testi, traduzioni, materiali didattici, bollettini o periodici a carattere informativo sulle attività dell’Associazione.
  • Attività di impegno sociale e di assistenza ad individui in condizione di sofferenza fisica, materiale o morale. In particolare, ma non esclusivamente, l’Associazione potrà fornire il proprio aiuto a persone che si trovano in stato di indigenza, di malattia o invalidità, di prossimità alla morte, di emarginazione. di discriminazione, di dipendenza fisica o mentale, di reclusione. di sofferenza psichica.
  • Attività collaterali di natura commerciale, allo SCOPO di rendere disponibili libri, audiovisivi, materiale didattico, materiale religioso e oggettistica inerente lo studio e la pratica del Dharma, o comunque la cultura e il folclore del buddhismo tibetano.
  • Organizzazione di viaggi a scopo culturale o religioso, nei luoghi della tradizione buddhista o per assistere ad insegnamenti e funzioni religiose.
  • Formazione e mantenimento di una biblioteca di testi della tradizione buddhista tibetana, a disposizione dei Soci.

Per realizzare sinergie con le proprie attività, l’Associazione potrà entrare in relazione con enti e Associazione aventi scopi simili o complementari. Potrà inoltre stabilire collaborazioni con scuole, università e istituti culturali per la realizzazione di programmi e attività congiunte.

L’associazione si avvale in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati.

L’associazione non dispone limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all’ammissione degli associati e non prevede il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa.

L’associazione può esercitare, a norma dell’art. 6 del Codice del terzo settore, altre attività diverse da quelle di interesse generale, secondarie e strumentali rispetto a queste ultime, quali saranno deliberate dal Consiglio Direttivo.

Per il perseguimento dei propri scopi, l’associazione potrà inoltre aderire anche ad altri organismi di cui condivida finalità e metodi, nonché collaborare con enti pubblici e privati al fine del conseguimento delle finalità statutarie

L’associazione può esercitare attività di raccolta fondi, attraverso la richiesta a terzi di donazioni, lasciti e contributi di natura non corrispettiva, al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale; potrà realizzare attività di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa, mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni e servizi di modico valore, impiegando risorse proprie o di terzi, inclusi volontari e dipendenti e nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e con il pubblico.

 

ART. 3
(Ammissione e numero degli associati)

Il numero degli associati è illimitato ma, in ogni caso, non può essere inferiore al minimo stabilito dalla Legge.

Possono aderire all’associazione le persone fisiche e gli enti del Terzo settore o senza scopo di lucro che condividono le finalità della stessa e che partecipano alle attività dell’associazione con la loro opera, con le loro competenze e conoscenze.

L’Associazione prevede le seguenti tipologie di associati:

  • Associati Ordinari: gli associati ordinari partecipano all’Assemblea con diritto di voto, possono eleggere il Consiglio Direttivo ed esservi eletti, esprimono la propria opinione, anche attraverso il voto, sugli argomenti più rilevanti della vita dell’Associazione, la cui decisione è demandata all’Assemblea. Hanno diritto a frequentare i locali e tutte le attività dell’Associazione.
  • Associati Sostenitori: sono associati che, versando la speciale quota associativa stabilita dal Consiglio Direttivo, contribuiscono in modo rilevante al finanziamento dell’Associazione.
  • Associati Benemeriti: sono associati che, esempi nel Dharma, in forte vicinanza all’Associazione e in sintonia con i suoi scopi, si sono particolarmente distinti nel supporto e nell’assistenza spirituale all’Associazione e ai suoi organismi. Il Consiglio Direttivo, riconoscendo con gratitudine le loro attività e realizzazioni spirituali nel Dharma, propone loro la qualifica di associato benemerito, che verrà alla prima occasione sottoposta al voto dell’Assemblea. Gli associati benemeriti sono esentati dal pagamento della quota associativa e hanno diritto di partecipazione e di voto in Assemblea. La qualifica di Associato Benemerito è vitalizia, fatto salvo quanto disposto dall’art. 5. I Soci Benemeriti verranno consultati secondo quanto disposto dall’art. 13.

Chi intende essere ammesso come associato dovrà presentare al Consiglio Direttivo una domanda d’ammissione scritta che dovrà contenere:

  • l’indicazione del nome, cognome, residenza, data e luogo di nascita, codice fiscale nonché recapiti telefonici e indirizzo di posta elettronica;
  • la dichiarazione di conoscere ed accettare integralmente il presente Statuto, gli eventuali regolamenti e di attenersi alle deliberazioni legalmente adottate dagli organi associativi;

L’Organo di Amministrazione delibera sulla domanda secondo criteri non discriminatori, coerenti con le finalità perseguite e le attività di interesse generale svolte.

La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all’interessato e annotata, a cura del Consiglio Direttivo, nel libro degli associati.

In caso di rigetto della domanda, il Consiglio Direttivo deve, entro 60 giorni, comunicarla all’interessato con la relativa motivazione; in tal caso l’interessato può, entro 60 giorni dalla comunicazione del rigetto, proporre istanza all’Assemblea dei soci.

Lo status di associato ha carattere permanente e può venire meno solo nei casi previsti dall’art. 5.

Non sono pertanto ammesse adesioni che violino tale principio, introducendo criteri di ammissione strumentalmente limitativi di diritti o a termine.

 

ART. 4
(Diritti e obblighi degli associati)

Gli associati, che al momento dell’assemblea siano maggiorenni ed in regola con il versamento della quota associativa, hanno il diritto di:

  • eleggere gli organi associativi e di essere eletti negli stessi;
  • essere informati sulle attività dell’associazione e controllarne l’andamento;
  • frequentare i locali dell’associazione;
  • partecipare a tutte le iniziative e manifestazioni promosse dall’associazione;
  • approvare il programma di attività;
  • essere rimborsati dalle spese effettivamente sostenute e documentate;
  • prendere atto dell’ordine del giorno delle assemblee, prendere visione dei bilanci e consultare i libri associativi;

Gli associati hanno l’obbligo di:

  • rispettare il presente Statuto e gli eventuali Regolamenti interni;
  • rispettare le decisioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea;
  • svolgere la propria attività verso gli altri in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, anche indiretto;
  • versare la quota associativa secondo l’importo, le modalità di versamento e i termini annualmente stabiliti dal Consiglio Direttivo

 

ART. 5
(Perdita della qualifica di associato)

La qualifica di associato si perde per morte, recesso o esclusione.

L’associato che contravviene gravemente agli obblighi del presente Statuto, degli eventuali Regolamenti interni e delle deliberazioni degli organi associativi, oppure arreca danni materiali o morali di una certa gravità all’associazione, può essere escluso dall’associazione mediante deliberazione dell’Assemblea con voto segreto e dopo aver ascoltato le giustificazioni dell’interessato.

La deliberazione di esclusione dovrà essere comunicata adeguatamente all’associato che potrà presentare le proprie controdeduzioni.

L’associato può sempre recedere dall’associazione.

Chi intende recedere dall’associazione deve comunicare in forma scritta la sua decisione all’Organo di amministrazione, il quale dovrà adottare una apposita deliberazione da comunicare adeguatamente all’associato.

La dichiarazione di recesso ha effetto immediato.

I diritti di partecipazione all’associazione non sono trasferibili.

Le somme versate a titolo di quota associativa non sono rimborsabili, rivalutabili e trasmissibili per atto tra vivi.

Gli associati che comunque abbiano cessato di appartenere per qualsiasi motivo all’associazione non possono chiedere la restituzione delle quote associative e di eventuali contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio della stessa.

 

ART. 6
(Organi)

Sono organi dell’associazione:

  • l’Assemblea;
  • Il Consiglio Direttivo;
  • il Presidente;
  • l’Organo di controllo, se obbligatorio per legge;
  • Revisore legale, se obbligatorio per legge;

 

ART. 7
(Assemblea)

Nell’Assemblea hanno diritto di voto tutti coloro che sono iscritti, da almeno 3 mesi, nel libro degli associati, e in regola con le quote annuali associative.

Ciascun associato ha un voto.

Ciascun associato può farsi rappresentare in Assemblea da un altro associato mediante delega scritta, anche in calce all’avviso di convocazione. Ciascun associato può rappresentare sino ad  un  massimo di 1 (uno) associato; qualora il numero degli associati fosse non inferiore a 500, ciascun associato potrà rappresentare sino ad un massimo di 3 (tre) associati.

Si applicano i co. 4 e 5, art. 2372 del Codice civile, in quanto compatibili.

La convocazione dell’Assemblea, su convocazione del Presidente, avviene mediante comunicazione scritta, contenente il luogo, la data e l’ora di prima e seconda convocazione e l’ordine del giorno, spedita almeno 10 giorni prima della data fissata per l’Assemblea all’associato mediante uno o più dei seguenti mezzi: posta ordinaria, e/o email, PEC e contestualmente affisso nella bacheca presso la sede sociale e, se diverso, nel luogo di svolgimento delle attività sociali.

L’Assemblea si riunisce almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio di esercizio.

L’Assemblea deve essere inoltre convocata quando se ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati.

L’Assemblea ha le seguenti competenze inderogabili:

  • nomina e revoca i componenti degli organi associativi e, se previsto, il soggetto incaricato della revisione legale dei conti;
  • approva il bilancio di esercizio;
  • delibera sulla responsabilità dei componenti degli organi associativi, ai sensi dell’art. 28 del Codice del terzo settore, e promuove azione di responsabilità nei loro confronti;
  • delibera sulla esclusione degli associati;
  • approva eventuale regolamento interno;
  • approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari;
  • delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla Legge, dall’Atto costitutivo o dallo Statuto alla sua competenza;
  • Approva cambiamenti alla guida spirituale dell’Associazione. Per tale attività sarà necessaria l’approvazione di almeno due terzi dei presenti sia in prima che in seconda convocazione;
  • Approva affiliazioni o associazioni a organizzazioni di carattere nazionale o internazionale aventi finalità simili o complementari. Qualora tali affiliazioni o associazioni siano di natura e rilevanza tale da comportare importanti trasformazioni nell’organizzazione dell’Associazione, pur senza mutarne gli scopi, sarà necessaria l’approvazione di almeno due terzi dei presenti sia in prima che in seconda convocazione.

L’Assemblea è validamente costituita in prima convocazione con la presenza della metà più uno degli associati, in proprio o per delega, e in seconda convocazione qualunque sia il numero degli associati presenti, in proprio o per delega.

L’Assemblea delibera a maggioranza di voti. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori non hanno voto.

 

ART. 8
(Assemblea straordinaria)

L’Assemblea straordinaria è convocata:

  1. a) dal Presidente quando ne ravvisi la necessità;
  2. b) dietro richiesta scritta della maggioranza dei componenti del Consiglio;
  3. c) a seguito di richiesta sottoscritta da almeno un terzo dei Soci;

L’Assemblea straordinaria delibera su:

  • modificazioni dell’Atto costitutivo o dello Statuto;
  • scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell’associazione;

L’Assemblea straordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza di ¾ (tre quarti) degli associati, in proprio o per delega, e in seconda convocazione con almeno un quarto degli associati, in proprio o per delega.

Per modificare lo Statuto occorre il voto favorevole di almeno ¾ (tre quarti) della maggioranza degli associati presenti.

Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno ¾ (tre quarti) degli associati.

 

ART. 9
(Consiglio Direttivo)

Il Consiglio Direttivo opera in attuazione delle volontà e degli indirizzi generali dell’Assemblea alla quale risponde direttamente e dalla quale può essere, per gravi motivi, revocato con motivazione.

Rientra nella sfera di competenza del Consiglio Direttivo tutto quanto non sia per Legge o per Statuto di pertinenza esclusiva dell’Assemblea o di altri organi associativi.

In particolare, e tra gli altri, sono compiti di questo organo:

  • Nominare al suo interno il Presidente (secondo le modalità previste all’art. 10), il Vice Presidente, il Tesoriere ed il Segretario;
  • eseguire le deliberazioni dell’Assemblea;
  • determinare la quota associativa annuale;
  • formulare i programmi di attività associativa, anche per le attività diverse da quelle di interesse generale, ma secondarie e strumentali rispetto alle stesse, sulla base delle linee approvate dall’Assemblea;
  • predisporre il Bilancio di esercizio e l’eventuale Bilancio sociale;
  • predisporre tutti gli elementi utili all’Assemblea per la previsione
    e la programmazione economica dell’esercizio;
  • deliberare in merito alla variazione della sede sociale e/o sedi secondarie;
  • deliberare l’ammissione e l’esclusione degli associati;
  • proporre all’assemblea i nominativi di eventuali associati benemeriti;
  • deliberare le azioni disciplinari nei confronti degli associati;
  • predispone l’eventuale regolamento interno da sottoporre all’assemblea;
  • stipulare tutti gli atti e contratti inerenti le attività associative;
  • Esonerare un associato dal pagamento delle quote associative qualora il Socio ne faccia domanda, anche verbale, e il Consiglio Direttivo ravvisi che ne sussistono le condizioni;
  • Proporre al voto dell’Assemblea mutamenti alla guida spirituale dell’Associazione;
  • Proporre al voto dell’Assemblea eventuali affiliazioni o associazioni ad organizzazioni con finalità simili o complementari.
  • curare la gestione di tutti i beni mobili e immobili di proprietà dell’associazione o ad essa affidati;

Il Consiglio Direttivo è formato da un numero di componenti, incluso il Presidente, compreso tra 3 e 9, nominati dall’Assemblea per la durata di 2(due) anni e sono rieleggibili.

La maggioranza dei consiglieri sono scelti tra le persone fisiche associate ovvero indicate dagli enti associati: si applica l’art. 2382 Codice civile riguardo alle cause di ineleggibilità e di decadenza.

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, o in sua assenza dal Vice-Presidente, con relativo ordine del giorno, mediante mezzo idoneo a garantire la ricezione, almeno cinque giorni prima del suo svolgimento, e solamente con termine inferiore per motivazioni urgenti.

Il Consiglio Direttivo è validamente costituito quando è presente la maggioranza dei componenti.

Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono assunte a maggioranza dei presenti. la partecipazione e i voti non sono delegabili.

I Consiglieri, entro 30 giorni dalla notizia della loro nomina, devono chiederne l’iscrizione nel Registro unico nazionale del terzo settore indicando, oltre alle informazioni previste nel co. 6, art. 26 del Codice del terzo settore, a quali di essi è attribuita la rappresentanza dell’associazione e precisando se disgiuntamente o congiuntamente.

Il potere di rappresentanza attribuito ai Consiglieri è generale, pertanto le limitazioni di tale potere non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel suddetto Registro o se non si prova che i terzi ne erano a conoscenza.

 

ART. 10
(Presidente)

Il Presidente rappresenta legalmente l’associazione – nei rapporti interni ed in quelli esterni, nei confronti di terzi ed in giudizio – e compie tutti gli atti che la impegnano verso l’esterno.

Il Presidente è eletto dal Consiglio Direttivo tra i propri componenti a maggioranza dei presenti.

Il Presidente dura in carica quanto il Consiglio Direttivo e cessa per scadenza del mandato, per dimissioni volontarie o per eventuale revoca, per gravi motivi, decisa dal consiglio Direttivo o dall’Assemblea, con la maggioranza dei presenti.

Almeno un mese prima della scadenza del mandato del Consiglio Direttivo, il Presidente convoca l’Assemblea per la nomina del nuovo Consiglio Direttivo.

Il Presidente convoca e presiede l’Assemblea e il Consiglio Direttivo, svolge l’ordinaria amministrazione sulla base delle direttive di tali organi, riferendo a quest’ultimo in merito all’attività compiuta.

Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in ogni sua attribuzione ogniqualvolta questi sia impossibilitato nell’esercizio delle sue funzioni.

 

ART. 11
(Organo di controllo)

L’Organo di controllo, anche monocratico, è nominato al ricorrere dei requisiti previsti dalla Legge.

I componenti dell’Organo di controllo, ai quali si applica l’art. 2399 del Codice civile, devono essere scelti tra le categorie di soggetti di cui al co. 2, art. 2397 del Codice civile. Nel caso di organo collegiale, i predetti requisiti devono essere posseduti da almeno uno dei componenti.

L’Organo di controllo vigila sull’osservanza della Legge e dello Statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, anche con riferimento alle disposizioni del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, qualora applicabili, nonché sulla adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento. Esso esercita inoltre il controllo contabile nel caso in cui non sia nominato un soggetto incaricato della Revisione legale dei conti o nel caso in cui un suo componente sia un revisore legale iscritto nell’apposito registro. L’organo di controllo esercita inoltre compiti di monitoraggio dell’osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, ed attesta che l’eventuale bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida ministeriali. Il bilancio sociale dà atto degli esiti del monitoraggio svolto dai sindaci.

I componenti dell’organo di controllo possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, e a tal fine, possono chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

 

ART. 12
(Revisione legale dei conti)

Se l’Organo di controllo non esercita il controllo contabile e se ricorrono i requisiti previsti dalla Legge, l’associazione deve nominare un Revisore legale dei conti o una Società di revisione legale iscritti nell’apposito registro.

 

ART. 13
 (Assistenza morale e spirituale)

Nella gestione di questioni particolarmente delicate il Consiglio Direttivo è invitato a chiedere l’assistenza e il consiglio dei Soci Benemeriti, che potranno essere consultati singolarmente o collettivamente. Il parere dei Soci Benemeriti, pur non essendo vincolante, dovrà essere ampiamente dibattuto dal Consiglio.

 

ART. 14
(Patrimonio)

Il patrimonio dell’associazione – comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi ed altre entrate comunque denominate – è utilizzato per lo svolgimento delle attività statutarie ai fini dell’esclusivo perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

 

ART. 15
(Divieto di distribuzione degli utili)

L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate, ai propri associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi associativi, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.

 

ART. 16
(Risorse economiche)

L’associazione può trarre le risorse economiche, necessarie al suo funzionamento e allo svolgimento della propria attività, da fonti diverse, quali: quote associative, contributi pubblici e privati, donazioni e lasciti testamentari, rendite patrimoniali, proventi da attività di raccolta fondi nonché dalle attività diverse da quelle di interesse generale, di cui all’art. 6 del Codice del Terzo settore.

 

ART. 17
(Bilancio di esercizio)

 L’associazione deve redigere il bilancio di esercizio annuale e con decorrenza dal primo gennaio di ogni anno, in conformità alla modulistica prevista dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Esso è predisposto dal Consiglio Direttivo, viene approvato dalla Assemblea entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio cui si riferisce il bilancio e depositato presso il Registro unico nazionale del terzo settore.

L’organo di amministrazione documenta il carattere secondario e strumentale delle attività diverse da quelle di interesse generale nella relazione al bilancio o nella relazione di missione.

 

ART. 18
(Libri)

Oltre alle scritture contabili previste negli articoli 13, 14 e 17.c. 1 del D.Lgs. 117/17 l’associazione dovrà tenere i seguenti libri:

  • libro degli associati, tenuti a cura del Consiglio Direttivo;
  • libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea, in cui devono essere trascritti anche i verbali redatti per atto pubblico tenuti a cura del Consiglio Direttivo;
  • libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo, tenuto a cura dello stesso organo;
  • il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Organo di controllo, tenuto a cura dello stesso organo;
  • il libro delle adunanze e delle deliberazioni degli eventuali altri organi associativi, tenuti a cura dell’organo cui si riferiscono;
  • registro dei volontari, che svolgono la loro attività in modo non occasionale;

Gli associati hanno diritto di esaminare i suddetti libri sociali facendone richiesta scritta al C.D. che provvederà a convocare il richiedente nel termine di 30 gg. La documentazione presa in visione non potrà essere asportata nemmeno attraverso fotocopie o fotografie. Il richiedente potrà formulare richieste di informazioni sui documenti visionati.

 

ART. 19
(Volontari)

I volontari sono persone che per loro libera scelta svolgono, per il tramite dell’associazione, attività in favore della comunità e del bene comune, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità.

La loro attività deve essere svolta in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà.

L’attività dei volontari non può essere retribuita in alcun modo, neppure dai beneficiari.

Ai volontari possono essere rimborsate dall’associazione soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall’Organo di amministrazione: sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo forfetario.

Le spese sostenute dai volontari possono essere rimborsate nei limiti di quanto previsto dall’art. 17 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017 n. 117

La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’associazione.

L’associazione deve assicurare i volontari contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività di volontariato, nonché per la responsabilità civile verso i terzi.

 

ART. 20
(Lavoratori)

L’associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura, anche dei propri associati, fatto salvo comunque quanto previsto dall’art. 17 comma 5 del Dlgs 117/2017, solo quando ciò sia necessario ai fini dello svolgimento delle attività di interesse generale e al perseguimento delle finalità statutarie.

In ogni caso, il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al 50% del numero dei volontari o al 5% del numero degli associati.

ART. 21
(Scioglimento e devoluzione del patrimonio residuo)

In caso di estinzione o scioglimento dell’associazione, il patrimonio residuo è devoluto, previo parere positivo dell’Ufficio regionale del Registro unico nazionale del Terzo settore, da quando sarà operativo, e salva diversa destinazione imposta dalla Legge, ad altri enti del Terzo settore, o, in mancanza alla Fondazione Italia Sociale.

L’Assemblea provvede alla nomina di uno o più liquidatori preferibilmente scelti tra i propri associati.

 

ART. 22
(Rinvio)

Per quanto non è espressamente previsto dal presente Statuto, dagli eventuali Regolamenti interni e dalle deliberazioni degli organi associativi, si applica quanto previsto dal Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del terzo settore) e, in quanto compatibile, dal Codice civile.

 

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